Mary Maloney e “Il cosciotto d’agnello”

Pubblicato: 16 ottobre 2010 in News

Roald Dahl scrisse un racconto giallo dal titolo “Il cosciotto d’agnello” nel quale Mary Maloney, la protagonista, uccide con un cosciotto d’agnello il marito e riesce a sfuggire alle mani della giustizia (BIBLIOTECATRE, vol. 2A, pag. 95-100).

Dopo averlo letto in classe i ragazzi di II media hanno provato a continuare questo giallo. Ecco alcuni dei testi che hanno prodotto.

n.b. In quest’articolo sono riportate solo le prime righe di ogni testo: se si vuole leggerli per intero aprire i file in pdf cliccando sul nome dell’autore.

Buona lettura!

Antefatto. Mary Maloney va in prigione e da li’ racconta al suo diario tutti i fatti avvenuti prima dell’ incarcerazione. – Caro diario, sono in prigione. Qui e’ molto sporco e antigenico e ho una compagna di stanza che e’ molto cattiva perche’ mi continua a maltrattare. Ma in fondo qualcosa in comune con lei ce l’ho anch’io: sono una criminale, ho ucciso mio marito“…

Marco

“Silenzio. Finalmente un po’ di silenzio. Sono andati via tutti, era ora. Non ne potevo più di tutta quella gente, dei colleghi di Patrick. Certo fanno solo il loro lavoro, sono poliziotti, ma ora basta ho bisogno di stare un po’ da sola e di riordinare le idee”…

Federica

“Dopo due mesi facendo le pulizie di casa ho trovato una scatola con dentro cinque lettere per mio marito.  Allora ho deciso di aprirle e di leggerle. Con mia grande sorpresa, ho letto cose che un’amante gli aveva scritto e mi sono infuriata pensando che quel verme avrei dovuto ucciderlo non una ma sette volte”…

Luca

“Uno di loro ruttò. “Io personalmente sono convinto che l’arma del delitto si trovi ancora qui in casa.” “Magari l’abbiamo proprio sotto il naso. Tu che ne dici Jack?” Nel sentire ciò, mi scappò da ridere.  I poliziotti ormai non avevano nessuna prova concreta per accusarmi di omicidio (il cosciotto d’agnello con cui precedentemente avevo ucciso mio marito Patrick lo avevano appena mangiato) eppure ero molto irrequieta: forse ancora qualcosa li avrebbe portati a me … ma certo! Come avevo fatto a non pensarci? Il mio comportamento mi avrebbe tradita!”…

Francesca

“Quando finalmente Jack Noonan e l’altro poliziotto se ne vanno capisco che la prova dell’omicidio è svanita. Taglio le ossa con il coltello da cucina e getto la spazzatura organica confondendola con quella del vicinato. Ma qualcosa mi rode: come potrò convivere con quello che ho fatto? Come aveva fatto Patrick a pensare di lasciarmi?”…

Riccardo

“In seguito al tragico evento successomi, decisi di trascorrere alcuni giorni presso la splendida casa in campagna di mia sorella Jenny. Io e lei eravamo molto legate, grazie anche alla somiglianza di carattere e alla minima differenza di età. Per tanto ero certa che non ci sarebbe stata alcuna obiezione da parte sua se mi fossi fermata da lei per alcuni giorni”…

Camilla

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