Vecchie e nuove leggende

Pubblicato: 5 aprile 2010 in News

Ecco alcune leggende scritte dai ragazzi: sono “vecchie” perché prendono spunto da storie già esistenti ma così facendo ne ricreano di nuove.

Perché in un piccolo paesino c’è la statua di un grosso Golem?


Molto tempo fa, in un piccolo paesino tedesco, vivevano poche centinaia di persone molto felici e buone.
Un bel mattino d’inverno, un popolo che proveniva dall’Italia, i Romani, andò nel piccolo paesino e il capo disse agli abitanti: “Questo territorio è nostro! Abbandonatelo subito sennò diventerete tutti nostri sudditi!”
A queste parole, il capo del piccolo paesino rispose: “Noi non abbiamo intenzione di lasciarvi col nostro territorio!”
Il capo romano allora disse: “Voi non volete lasciarci il territorio? Allora vi dichiareremo guerra!”
“E guerra sia!” rispose l’altro.
A questa discussione seguì la guerra che portò alla morte di molte persone tedesche: questi non avevano né scudi né spade,  mentre i Romani erano ben equipaggiati. I tedeschi avevano solo un semplice arco con poche frecce.
Dopo circa un anno di continua guerra, una scienziata di nome Matilde si stancò e pensò un modo per sconfiggere il forte esercito romano. Tra sé e sé pensò: “Potrei costruire un qualcosa di molto grande, ma cosa?”Pensando e ripensando, le venne un’idea: “Costruirò un grande Golem d’argilla, con le mani enormi con cui stritolerà i nemici, i piedi molto robusti con cui li schiaccerà ed infine una pancia molto grossa con cui proteggerà i nostri soldati”.
La scienziata espose al popolo la sua idea che fu subito accolta con un’acclamazione.
Una notte, andò sulle sponde di un fiume, raccolse molta argilla, la modellò per fare le parti del corpo della grande creatura e… il Golem fu fatto.
Il giorno seguente, il Golem fu mandato al fronte ed ebbe molto successo: uccise molte romani pestandole con il suo enorme peso e stritolandole con le sue grosse mani.
Dopo nuomerosi scontri, un mattino al posto delle persone nell’ esercito romano comparvero dei Golem di ferro.
Gli astuti tedeschi non si arresero, anzi pensarono un nuovo modo per battere l’ esercito di Golem di ferro: il capo tedesco sarebbe salito sulla testa del Golem d’argilla e avrebbe lanciato delle lanterne infuocate che piano piano avrebbero sciolto i grossi Golem di ferro. Così accadde. Quel giorno la guerra finì e il popolo non dovette cedere il suo territorio.
Il Golem d’argilla, da quel momento, fu acclamato re ed ebbe il compito di proteggere la popolazione dagli attacchi nemici, mentre la scienziata divenne molto importante.
Questo spiega perché nel piccolo paesino c’è ancor’oggi la statua di un grosso Golem con la corona.

Federica


La leggenda del mostro austriaco

La leggenda narra che il mostro austriaco sia nato durante la 1° Guerra mondiale per opera del celebre dottor Max Otback, dopo diversi anni di ricerca.
Durante il tempo trascorso, il dottore raccolse parti di animali, di uomini e di una pietra preziosa proveniente da un’ altra galassia chiamata “Magnesius Adamantius”, per inventare una nuova formula scientifica in grado di riportare in vita i morti. Il dottor Max Otback cominciò a cucire le diverse parti di animale e uomo per dare una forma alla sua creatura. Grazie ai muscoli animali e a diversi cervelli umani il mostro sarebbe stato forte ed intelligente.
Dopo la formazione del corpo, il dottore fuse il “Magnesius Admantius” con il sangue di un generale morto in guerra e lo diede al mostro. Esso si risvegliò e la prima cosa che disse fu che avrebbe eseguito tutti gli ordini. Da questo il dottor Max capì che il mostro non aveva volontà e quindi diede lui due incarichi: difendere la capanna ospedale e curare i soldati austriaci feriti.
Il giorno seguente gli angloamericani catturarono il mostro con due o più colpi di carro armato e uccisero tutti i soldati nemici. Allora il mostro fu costretto ad arruolarsi e a combattere contro i suoi compagni.
Il dottor Otback fu l’unico a salvarsi e in seguito elaborò un antidoto. Una volta paracadutato nel campo avversario, Max aggirò le linee nemiche ma venne ucciso dalla sua stessa creatura.
Gli Inglese, gli Americani e i Francesi vinsero la guerra grazie al mostro che combatteva e curava i feriti.
Finché la creatura non smise di ricevere ordini e iniziò a pensare con la sua mente sviluppata: per questo venne rinchiusa nel labirinto all’interno delle segrete presenti nella reggia di sua Maestà la Regina dell’Inghilterra.
Ancora oggi si dice che il mostro vaghi per il labirinto e che ogni tanto si sentano le sue urla provenire dal sottosuolo.

Andrea



Le mogli canticchiano mentre cucinano perché…

In Italia viveva un mago di nome Luppi. Egli aveva il desiderio di spiare tutte le mogli italiane per scoprire i loro segreti culinari. Svelando questi segreti tutti gli uomini le avrebbero umiliate e avrebbero avuto potere su tutto.
Luppi un giorno decise di creare un uomo invisibile. Inizialmente non sapeva con che cosa e come crearlo, così cercò a lungo su tutti i libri di magia che conosceva. Così, al centesimo libro, alla centesima pagina, alla centesima riga, trovò la ricetta: “Come creare un uomo invisibile”. Gli ingredienti erano: una bacchetta da cento pollici e cento grammi di polvere trasparente.
Dopo gli ingredienti c’era scritto che l’incantesimo sarebbe durato cento giorni e, se al centesimo giorno non fosse stato distrutto, l’uomo invisibile sarebbe diventato un vero e proprio immortale.
Creato quest’essere, lo stregone gli ordinò di entrare nelle case e nelle cucine delle donne italiane sposate, osservare gli ingredienti che usavano per cucinare i pasti e ritornare per riferirglieli. E disse: ”Per questo ti chiamerò Pasto, e ora vai”.
Pasto entrò nella cucina di una bella casalinga che aveva appena finito di cucinare una torta; sentì il buon odore che proveniva dal dolce, lo prese in mano, ma in quel momento sentì il suo padrone che lo chiamava così si dimenticò di rimettere a posto la torta e la portò con sé. Alcune settimane dopo Pasto andò in un’altra casa e di nuovo richiamato dal suo creatore si portò via la farina. Successero tanti altri episodi come questi, così le mogli italiane iniziarono a spaventarsi.
Ormai era arrivato il centesimo giorno della vita di Pasto. Luppi doveva distruggerlo, ma non lo fece, perché quell’uomo che lui aveva creato gli dava la compagnia che tanto aveva desiderato. Intanto le mogli si erano riunite per parlare degli strani fenomeni che stavano accadendo negli ultimi tempi nelle loro cucine.
Una signora molto vanitosa affermò che l’unico modo in cui lei poteva aiutarle era con la sua bellissima voce: e iniziò a cantare. Ma un’altra le assicurò che stava stonando ed era meglio se chiudeva la bocca, così iniziarono ad azzuffarsi tra loro. Una signora saggia allora disse loro: ”Per spaventare l’essere che entra nelle nostre case dovremmo cantare stonando”. E così fecero.
Anche se era ormai passato il centesimo giorno l’uomo muorì, perché la più grande paura di Luppi era una casalinga che canta stonando.
Per questo motivo tutte le mogli italiane ancora oggi canticchiano mentre cucinano.

Camilla

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